Chi rappresenta il volontariato? Il MoVI propone di riaprire l’Autoconvocazione

Scritto da MoVI.

AiutaNel momento in cui, all'interno del Terzo Settore, sembra saltato il dialogo sui nodi della riforma legislativa in corso, il MoVI rilancia lo spirito dell'autoconvocazione del volontariato, chiedendo di organizzare incontri nelle regioni per confrontarsi sul ruolo specifico del volontariato oggi nel promuovere cittadinanza attiva e impegno per i beni comuni.
Questo il messaggio del comunicato che il MoVI ha scritto riflettendo sulla chiusura dell'autoconvocazione che doveva essere lo strumento per fare sintesi di riflessioni e idee del mondo del volontariato italiano.
“Siamo preoccupati di quanto sta accadendo nel mondo della solidarietà organizzata intorno alla riforma della normativa del terzo settore. Ci chiediamo, al di là del lavoro di lobbying di singole categorie che mirano a realizzare obiettivi particolari, chi possa oggi rappresentare davvero il mondo del volontariato” Così apre il comunicato.
Il MoVI sottolinea che il volontariato è azione a favore di terzi, con attenzione all'interesse generale e proprio questa “libertà” di azione, lontana dalla difesa di interessi stabili e specifici, ha permesso storicamente al volontariato di rappresentare le istanze e i diritti dei cittadini più fragili e di impegnarsi per il Bene Comune. Compito che il volontariato svolge più facilmente di altre realtà del Terzo Settore.
Il comunicato evidenzia che il testo della legge di riforma riconferma questa specificità, precisando che l'armonizzazione delle normative va fatta "riconoscendo e favorendo, all'interno del Terzo settore, le tutele dello status di volontario e la specificità delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266" (art 5.1.a) e che deve essere prevista, negli Enti che gestiranno i Centri Servizi Volontariato, "l'attribuzione della maggioranza assoluta dei voti nell'assemblea alle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266".
Secondo il MoVI va sottolineato che questo non vuol dire accordare un privilegio alle organizzazioni di volontariato ma piuttosto è un modo per riconoscere la loro specifica e diversa natura e il diverso ruolo civile, per la promozione di una solidarietà diffusa e come serbatoio che alimenta un impegno civile di tutti.
Da ciò discende che il volontariato è chiamato a giocare un ruolo importante di garanzia dell'interesse generale. Al contrario non è corretto, afferma il MoVI, che altre realtà del Terzo Settore siano chiamate a rappresentare il volontariato, solo perché al loro interno operano alcuni volontari.
Rappresentare il Terzo Settore e il volontariato richiede una costante impegno per il dialogo e per l'inclusione di tutte le voci. Secondo il MoVI, una rappresentanza che esclude e si divide, per difendere interessi parziali, non è adeguata, deve essere profondamente ripensata.

In merito alla scrittura dei Decreti Delegati, al Governo il MoVI richiede, come espressione istituzionale "sopra le parti", di costruire un percorso trasparente e competente, coinvolgendo di volta in volta chi può portare contributi utili e significativi ed evitando accordi al ribasso con questa o quella parte.

Il MoVI ritiene necessario prepararsi al futuro rilanciando le tante esperienze straordinarie che sono in cammino dal basso nel paese e propone di riprendere il confronto e di far ripartire l’Autoconvocazione del Volontariato promuovendo insieme a tutte le realtà e reti del volontariato disponibili, a partire dall’autunno, incontri aperti nei territori nei quali dialogare e nutrire la speranza di legami solidali e democratici per il paese.

Scarica il comunicato

Stràich! a Reggio Calabria

Scritto da Redazione.

In quello che a Reggio Calabria era un luogo di ludopatie, dove giovani e giovanissimi passavano le loro giornate tra biliardi e slot machine, oggi c’è un cantiere in continua evoluzione. Nel 2015, l’Arci diventa affidataria dell’ex bowling e decide da subito che “ questo spazio che era privato dovrà diventare pubblico, dovrà essere restituito alla città in maniera pulita”.

Un ex bowling, quindi, che sia di tutta Reggio Calabria, un comune in cui la voglia di cambiamento è nell’aria, una città in cui sono tante le realtà che decidono di dare uno schiaffo alla criminalità organizzata. Molte associazioni del Terzo Settore, fra cui il MoVI di Reggio Calabria si sono attivamente coinvolte nell'impresa.

La storia è quella di un immobile prima sequestrato e poi confiscato all’ex re dei videopoker, Gioacchino Campolo, finito nel mirino della Dda per i suoi rapporti organici con la ‘ndrangheta.

Per riaprire quella porta chiusa dal 2008, simbolo per tanto tempo di degrado, è stata lanciata una campagna di comunicazione e di crowdfunding, Stràich!, attraverso una urban guerrilla: la città è stata letteralmente invasa dai birilli e tutti i cittadini sono stati invitati a farsi una foto e postarla sulla loro pagina Facebook.

Una rivoluzione che passa da arte, cultura e diritti. All’interno dell’ex bowling slot machine e biliardi lasceranno spazio a una sala studio, a una biblioteca, a un social bar e a una bottega di prodotti equo e solidali, qui si alterneranno eventi musicali e ricreativi, laboratori di formazione permanente e tanto altro. Il tutto naturalmente, con la collaborazione delle realtà del territorio che vorranno credere in questo grande
sogno.

In questi giorni è partita anche la campagna “Non ti serve più? Donalo all’ex bùling!”, una raccolta arredi per far tornare a vivere il bene confiscato. Tra pochi giorni, il cantiere tornerà attivo grazie alle voci e ai volti dei ragazzi che parteciperanno ai campi antimafia 2016: da tutta l’Italia per metterci la faccia e per dire no alla mafia.

Per maggiori informazioni Facebook Stràich!

 

 

Lettera aperta al Volontariato nazionale: un'occasione persa per il volontariato italiano

Scritto da Redazione.

Il Movimento di Volontariato Italiano (MoVI), esprime delusione per l'interruzione del percorso dell'autoconvocazione del volontariato.
Dopo anni di assenza di una reale attenzione
al volontariato italiano nel dibattito pubblico – al di là dei tradizionali riconoscimenti retorici -  l'autoconvocazione era stata pensata come un modo per ritrovarci e capire insieme dove stiamo andando, per condividere un'elaborazione culturale e far sentire il nostro punto di vista.
Questo anche in occasione del processo di riforma della normativa del Terzo Settore avviato nel 2014.
Il dibattito avviato dal governo, come naturale che sia, ha evidenziato punti di vista diversi su questioni importanti come la gratuità, il rapporto con altre realtà del no-profit o sul ruolo dei Centri Servizi per il Volontariato, con proposte di allentare il rigore della legislazione attuale o di superamento di una legislazione di favore per le organizzazioni di soli volontari.
Invece di promuovere un ampio confronto tra volontari, che avrebbe permesso di costruire un'interlocuzione forte e partecipata con il legislatore, si è preferito presentarsi in ordine sparso, cercando ognuno di portare acqua al proprio mulino, svalorizzando nei fatti le rappresentanze del volontariato italiano.
Crediamo che quanto accaduto rappresenti un occasione persa dal volontariato, evidenziando il momento di crisi che sta attraversando anche il nostro sistema di rappresentanza nazionale e la sua grave incongruenza e debolezza.
Crisi che ci interroga e ci impegna, come MoVI e come volontari, a mobilitarci per rilanciare i nostri valori e a costruire spazi e modalità per far sentire la voce del volontariato Italiano e dei cittadini solidali che desiderano attivarsi nell'interesse generale per contribuire alla gestione dei beni comuni e al rilancio di una sana e virtuosa dinamica democratica partecipativa, nello spirito della nostra Costituzione.

Ci impegna a costruire spazi e modalità per far sentire la voce del volontariato Italiano e dei cittadini solidali che desiderano attivarsi nell'interesse generale per contribuire alla gestione dei beni comuni e al rilancio di una sana e virtuosa dinamica democratica partecipativa nello spirito della nostra Costituzione.

La realtà dei beni comuni - Il MoVI a Reggio Calabria - 14 aprile ore 18.00

Scritto da Redazione.

Giovedì 14 aprile 2016, alle ore 18:00, presso “Officine Miramare”, il Mo.V.I. Calabria organizza l’evento: “Beni comuni - realtà e prospettive”.

L’incontro sarà occasione di approfondimento e riscoperta dei beni comuni del territorio. 

“Riappropriarsi degli spazi comuni. Parte da quest’impegno la “strada nuova” dedicata alla cura dei beni comuni.  La cura per i beni comuni è una forma di esercizio della cittadinanza attiva, è un modo per rilanciare i valori della Costituzione. E’ nell’interesse generale del Paese comprendere la grande portata innovatrice della cura dei beni comuni. I beni comuni sono anche una risorsa della comunità, un “capitale” che può contribuire ad accrescere la ricchezza di un territorio." (secondo quaderno MoVI Strade Nuove)

Durante l’evento di giovedì sarà possibile approfondire e conoscere alcune realtà che già utilizzano dei beni comuni e se ne prendono cura, ma si parlerà anche di prospettive future, scoprendo quali sono i progetti che stanno nascendo e prendendo forma a Reggio Calabria.

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