Storia del MoVI

Il Movimento di Volontariato Italiano nasce da una esigenza storica. Dopo gli anni della contestazione, stimolanti per i nuovi fermenti di democrazia, ma troppo spesso velleitari, i gruppi di volontariato più maturi avvertono l'esigenza di sostituire alla protesta e alla partecipazione puramente formale, consentita dalle istituzioni, un impegno operativo nel quotidiano, inteso a costruire una cultura e una prassi della solidarietà.

Sono protagonisti di questa scelta associazioni, movimenti, iniziative, gruppi, impegnati con gratuità e disinteresse in servizi - aperti a tutti - sul territorio; essi privilegiano naturalmente quei cittadini, che non fruendo a pieno dei diritti costituzionali, sono esposti ai rischi dell'emarginazione. In tali attività di volontariato militano persone di diverse matrici culturali, accomunate dallo spirito di libero servizio all'uomo, operanti in iniziative gestite con costume democratico.

Per avviare concretamente la costruzione di un costume di solidarietà i gruppi ritennero indispensabile superare anzitutto il passato reciproco isolamento. Quella frammentarietà caratterizzata da concorrenza, conflitti, sovrapposizioni, assenza di comunicazioni, di scambi culturali, di comparazione verifica di esperienze, che aveva indebolita l'incidenza e l'efficacia storica dell'azione volontaria nel Paese. Essi decisero insieme di dar vita ad un processo di collegamento democratico, autogestito, di tipo federativo. Ciò attraverso una formula di aggregazione che, partendo dalle realtà dei gruppi presenti nella comunità territoriale - a livello provinciale e regionale - li unisse, a dimensione nazionale, attraverso un movimento che chiamarono: "Movimento di Volontariato Italiano (Mo.V.I.)".

Dopo un triennio di verifica, di confronto, il Mo.V.I. assume nel 1978 veste giuridica federativa, garante dell'originale identità dei suoi aderenti, come associazione di fatto, non confessionale, apartitica, senza fini di lucro. La sua struttura organizzativa - agile ed essenziale - non costituisce perciò una sovrapposizione esterna, burocratica ai gruppi operanti in loco; essa nasce invece dalla concorde volontà espressa da iniziative di base, spontaneamente collegate, per rimuovere le cause del disagio sociale, che generano ogni tipo di discriminazione.

Oggi il Mo.V.I. conta centinaia di gruppi aderenti e simpatizzanti in tutto il Paese ed collegato con i principali movimenti nazionali ed internazionali.