IL Mo.V.I. AL WORLD FORUM 2012 - INTERNATIONAL FORUM FOR CHILD WELFARE

Il MoVI al World Forum 2012 – International Forum for Child Welfare

Di Maria Cattolico*

Responsabilità, cittadinanza attiva, identità nazionale, diritti negati, crescita individuale, questi sono solo alcuni dei punti affrontati all’interno del World Forum 2012 – International Forum for Child Welfare, dal 26 al 29 Novembre a Napoli, importante momento di condivisione delle problematiche inerenti il sociale in rapporto al momento storico che stiamo vivendo, cui hanno partecipato, per il Mo.V.I. Lazio, Maria Cattolico e Abdessamad El Jaouzi, il quale ha svolto – tra gli altri - una relazione fresca, innovativa e competente, tra gli altri, il neo–eletto nel Consiglio Direttivo del MoVi Lazio, Abdessamad El Jaouzi.Prendendo spunto proprio dal suo intervento, per il quale ha preso in prestito il linguaggio della Matematica, vorrei considerare questo momento storico come diviso in due polarità: “positivo – negativo”.
Il polo positivo, rappresentato dalla globalizzazione, dallo sviluppo delle tecnologie, dalla possibilità che molte più persone hanno di avvicinarsi alla cultura, dalla facilità e maggiore velocità di raggiungere posti lontani, in cui venire a contatto con la “diversità” culturale, sociale e legale: non sempre allontanarsi dal Paese natio è una scelta, ma, per molti, purtroppo è una necessità.
E qui arriviamo al polo negativo, una polarità rappresentata da chi, ogni giorno, deve confrontarsi con chi li fa sentire “diversi”.
E allora chi sono gli attori di questa “diversità”? E cosa significa “diversità” in un mondo ormai sempre più variegato?
La diversità, così come ha spiegato Abdessamad - e i relatori che con lui hanno portato la propria testimonianza di vissuto e di attività per lo sviluppo -, altro non è che la rappresentazione di come noi decidiamo di guardarci “noi – voi”, di come “noi” ci sentiamo investiti del problema “io – l’altro”.
La parità di diritti è ancora lontana dall’essere raggiunta e l’impegno delle associazioni e delle organizzazioni di volontariato che si occupano di queste problematiche, devono volgere lo sguardo a queste tematiche, creare integrazione tra i cittadini e mediare con le Istituzioni.
Questi sono alcuni degli obiettivi del MoVI: partire dalle esperienze individuali di ognuno, dai vissuti, anche di sofferenze, dalla partecipazione e dai bisogni, per poi allargare il campo a chi si occupa attivamente sul territorio, cercando di instaurare sinergie e collaborazioni significative tra chi lotta per gli stessi scopi. Soprattutto, aumentare le risorse finanziarie, visto che le risorse umane sono già ampiamente e volontariamente al lavoro: compito prioritario delle Istituzioni, quello di investire non su “numeri di stranieri” o “numero di disagiati”, ma sullo sviluppo della comunità.
Identità negata e diritti negati: da un punto di vista psicologico, una persona che vive da tanti anni in un Paese straniero, si trova a vivere nella doppia condizione di “cittadino” e “non cittadino”, in quanto è integrato nella comunità ma non gode dei medesimi diritti. Questo discorso è ancor di più valido se a pagarne le conseguenze sono i bambini e i ragazzi, che si vedono negata la possibilità di raggiungere i propri obiettivi lavorativi a causa della mancata cittadinanza. Tanto lavoro si è già fatto, soprattutto da un punto di vista sociale, ma tanta strada si può ancora percorrere.

• Componente del Direttivo Mo.V.I. Lazio

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