In Sicilia la dispersione scolastica aumenta

dispersione scolasticaI “dispersi” in Sicilia dal punto di vista scolastico sembrano avere connotazioni geografiche ben definite. Catania, Palermo e Messina, nello specifico nei quartieri di Librino, Brancaccio e Stazzone sono le città e i quartieri più colpiti dal 2010 con 12000 ragazzi che hanno abbandonato l’agenzia educativa per eccellenza. Negli anni successivi l’incremento è di 1000 giovani all’anno che decidono per volontà o per costrizioni, di recidere il cordone con il sistema scolastico. Fino ad arrivare nel 2012 a un totale di 33.000 mila ragazzi senza istruzione. Il tema non è nuovo ma di fronte la crisi assume connotazioni diverse, infatti i tagli nel sistema scolastico effettuati in Sicilia sono più della metà, su 6 miliardi sono stati destinati solo 800.000 mila euro. Nonostante i dati arriva incessante il grido del Ministro della Pubblica istruzione, il quale dice: “Non sapete studiare!”. L’assessore della Pubblica Istruzione ribatte dicendo: “Dateci i fondi in modo da potere raggiungere gli obiettivi che l’Europa 2020 si è prefissata cioè il coinvolgimento dei giovani a scuola con attività ricreative e professionalizzanti”.

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